Che Liternum fosse il luogo prescelto dagli antichi romani, come Scipione l’Africano e Seneca, era noto da tempo. Ma che Giugliano, terza città della Campania per numero di abitanti, nascondesse ancora oggi, duemila anni dopo, così tanti tesori della sua storia nessuno poteva immaginarlo. E così, nel corso di uno scavo da parte di un privato, è giunta una nuova, incredibile scoperta: una necropoli romana a Lago Patria, a pochi passi dal Foro e dalle sponde del lago a forma di cuore.
Due recinti funerari con pezzi di intonaco ben visibili, un mausoleo per le nicchie e ben 20 tombe nonché monete, lucerne e vasi: testimonianze di un tempo lontano ma che raccontano tanto di quello che accadde a Liternum tra la fine del I sec. a.C. fino alla media età imperiale, II-III sec. d.C. È questo il periodo a cui apparterrebbero i ritrovamenti.
L’area è di 150 metri quadrati, in una zona già sottoposta a tutela da vincolo ministeriale diretto. Gli scavi sono sotto la direzione scientifica del funzionario archeologo responsabile del territorio, Simona Formola.
Tra le varie iscrizioni funerarie in marmo, alcune delle quali integre, ce n’è una che reca l’epitaffio di un gladiatore, documento prezioso per la comprensione del ruolo e della memoria di questi combattenti. Insomma, il segno tangibile che in quelle terre, oggi definite fascia costiera giuglianese, c’era una colonia romana, verosimilmente veterani della seconda guerra punica appartenenti all’esercito di Scipione l’Africano che proprio lì si rifugiò esule nel 187 a.C. e vi morì nel 183 a.C.
Uno dei recinti, come fa sapere la Sovrintendenza per l’area metropolitana di Napoli, conserva al centro un mausoleo quadrangolare in opera reticolata in tufo grigio di tre metri per lato, rasato in superficie, con nicchie intonacate lungo i lati per ospitare urne cinerarie.
Disposte tutt’intorno ai setti murari, sono state individuate venti tombe della tipologia a cappuccina, e a cassa di tegole con copertura in muratura assai ben costruita.
La scoperta risale a qualche giorno fa ma le prossime indagini saranno fondamentali per una migliore comprensione della fisionomia del paesaggio antico e del perimetro urbano della colonia, di cui ancora molto poco si conosce. L’auspicio della Sovrintendenza per l’area metropolitana di Napoli è che vengano fuori dettagli utili anche rispetto al tracciato dell’antica via Domitiana, ai lati della quale si dovevano collocare le sepolture ritrovate di recente.
Solo nel 2023 un’altra scoperta sempre in zona, la Tomba del Cerbero. Per il Soprintendente Mariano Nuzzo «il territorio di Giugliano sta vivendo un momento fecondo grazie anche all’ottimo stato di conservazione delle strutture murarie e delle sepolture, e questa necropoli aggiunge un tassello importante alle nostre conoscenze relative alla vicenda insediativa della colonia di Liternum».